Sabato 19 ottobre alle 16,00 il Museo Archeologico Cicolano inaugurerà l’esposizione permanente di due capitelli trafugati dalla cripta della Chiesa di San Giovanni in Leopardis di Borgorose.

Il recupero dei capitelli è stato reso possibile grazie ad una lunga e complessa indagine investigativa svolta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, iniziata nel 1985 e conclusa nel 2018, che ha permesso di individuare i due reperti architettonici nell’abitazione di un antiquario umbro. La riuscita dell’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto, è stata frutto del costante monitoraggio che il nucleo Carabinieri TPC svolge nel settore antiquario attraverso controlli capillari su tutto il territorio nazionale, in sinergia e per conto del MiBACT.
Gli splendidi capitelli romanici decorati con motivi zoomorfi, fitomorfi e antropomorfi erano stati asportati clandestinamente dalla cripta dell’antica chiesa benedettina nel 1984: i ladri, approfittando dell’isolamento campestre della struttura, spezzarono cinque colonne che sostenevano altrettanti capitelli, rubando questi e provocando il crollo di parte delle volte della cripta. La chiesa faceva parte di un complesso monastico menzionato per la prima volta nel 1153 nella Bolla papale di Anastasio IV. Nel 1981 la cripta venne restaurata dal Comune per le condizioni di indecorosa fatiscenza in cui versava, nonostante fosse stata dichiarata già Monumento nazionale nel 1892.
Il prossimo 19 ottobre, grazie all’infaticabile e prezioso lavoro dei Carabinieri del Nucleo TPC, due dei cinque capitelli ritorneranno definitivamente sul territorio del Comune di Borgorose. L’inaugurazione dell’esposizione, simbolo di estrema importanza per la lotta alla salvaguardia del patrimonio storico-artistico della valle del Salto, sarà salutato alla presenza delle cariche istituzionali locali (S.E. Mons. Domenico Pompili vescovo di Rieti, Mariano Calisse sindaco e presidente della Provincia di Rieti e Gaetano Micaloni presidente della Comunità Montana Salto-Cicolano); interverranno inoltre i funzionari SABAP per le province di Frosinone, Latina e Rieti, Francesca Licordari funzionario archeologo e Giuseppe Cassio funzionario storico dell’arte e il Tenente del Comando Carabinieri TPC Francesco Longobardi. I capitelli saranno collocati negli ambienti del MAC per un’esposizione permanente a vantaggio delle comunità della valle del Salto. La storia a lieto fine di questa vicenda si spera possa sensibilizzare gli Enti preposti alla salvaguardia della cripta romanica e alla sua futura riqualificazione, poiché oggi abbandonata e in completa rovina. Confidando, infine, che le continue operazioni di ricerca dell’Arma dei Carabinieri permettano il recupero dei restanti tre capitelli della cripta, che mancano tuttora all’appello.

Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata alla mostra sul sito ufficiale valledelsalto.it

LA MOSTRA “ADOTTA UN MONUMENTO” DELLA VALLE DEL SALTO 1997