Fin dalla sua prima edizione tenuta tra le valli del Salto e del Turano nel 2015, il Festival Valli e Montagne Appennino centrale si è arricchito nel corso degli anni della partecipazione di numerose associazioni di volontariato e di promozione sociale e culturale (escursionistiche e sportive), di comitati civici, istituzioni culturali ed educative. Tutte queste realtà sono costantemente impegnate nella riscoperta, nella protezione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali del territorio con lo scopo di far conoscere e promuovere la realizzazione e la frequentazione di cammini e sentieri di lunga percorrenza – a piedi, in bicicletta, a cavallo – che attraversano l’Appennino centrale.

Come ormai sperimentato, il Festival si caratterizza per l’autonoma proposta e la gestione da parte di associazioni ed istituzioni di eventi di diversa natura, sparpagliati o diffusi sul territorio e nel tempo.

Numerosi sono gli appuntamenti legati alle attività ricreative e sportive all’aria aperta, alla scoperta dei centri storici di borghi e villaggi e delle loro strutture di accoglienza ed ospitalità per escursionisti e turisti, di siti archeologici e musei locali sia all’aperto che al chiuso, la partecipazione a mostre fotografiche e video, i convegni su storia e cultura locale, gli appuntamenti enogastronomici, gli spettacoli legati a tradizioni e folclore dei luoghi. Eventi tutti collegati tra loro da due reti, quella fisica di sentieri e cammini, realizzati in genere su vie rurali, tratturi e antiche vie demaniali e quella digitale di siti web e social, reti entrambe in rapida crescita.

Il Festival è gestito dal Comitato costituito da otto rappresentanti delle associazioni e istituzioni culturali ed educative che ne fanno parte, i quali dedicano il proprio impegno per il Festival a titolo volontario e gratuito. Il Comitato cura programma, promozione e gestione del Festival.

Periodicamente il Festival organizza due convegni dedicati alla “Storia e attualità del rischio sismico nell’Appennino centrale” e alla “Storia e attualità dell’uso dell’energia solare nell’Appennino centrale