Il Cammino Naturale dei Parchi è un itinerario dell’Italia Centrale nato nel 2016 che collega Roma a L’Aquila attraverso numerose catene montuose più o meno conosciute e incontra 42 borghi con una lunghezza totale di 430 km sviluppati in 25 tappe da percorrere a piedi ed in mountain bike.

Il percorso parte dal Parco Naturale Regionale dell’Appia Antica, ricco di testimonianze della storia della Roma Imperiale e Cattolica, prosegue fino al Parco Regionale dei Castelli Romani che tutela uno tra i distretti vulcanici più caratteristici della Regione Lazio (il Vulcano Laziale) con le due principali caldere che ospitano i laghi di Albano e di Nemi. Successivamente attraversa l’ampia Valle Latina per poi risalire i versanti occidentali della catena pre-appenninica dei Monti Prenestini fino allo spartiacque dove sorge il Santuario della Mentorella. Si entra così nell’Appennino fino ad arrivare al Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini (con Subiaco e la sua storia legata all’inizio della stampa a caratteri mobili e al monachesimo di San Benedetto). Attraversato il Parco, tramite un immaginario corridoio ecologico si entra nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, esplorandone la parte ricca di acqua dei settori orientali.

In prossimità del borgo di Cineto Romano si può visitare il Monumento Naturale del Torrente Rioscuro.

Suparata un’altra fascia di territorio non protetta, si entra nella Riserva Regionale dei Monti Cervia e Navegna, area naturale incastonata tra i due laghi artificiali del Salto e del Turano, nella provincia di Rieti. Si continua per l’Alta Valle del Cicolano dove si possono ammirare alcune mura poligonali (o Pelasgiche) per arrivare a Corvaro, frazione di Borgorose, dove trova sede la Riserva Regionale delle Montagne della Duchessa.

Continuando, da qui in poi si incontrano nelle diverse quote le catene montuose e gli altopiani nel cuore dell’Appennino Centrale con cime che possono superare i 2000 m di altitudine.

Fanno parte del percorso l’attraversamento dell’Altopiano del Rascino, la salita al Monte Nuria e la discesa verso Antrodoco, da cui si prosegue risalendo l’alta Valle del Fiume Velino fino a Cittareale.

Nelle ultime tappe si possono incontrare i territori colpiti duramente dai sismi dell’agosto 2016 e gennaio 2017. Con Accumoli, Amatrice e Campotosto si cammina ammirando i versanti laziali della catena della Laga, uno dei due complessi montuosi che costituiscono il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Superato il Lago di Campotosto, altro lago di sbarramento, si risale la Val Chiarino dal Lago di Provvidenza verso il Rifugio Fioretti che sorge alla base del Monte Corvo.

Con le ultime due tappe si arriva alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila, luogo dove si conclude il Cammino Naturale dei Parchi

L’idea del Cammino Naturale dei Parchi nasce nel 2016, parallelamente alla proclamazione dell’Anno nazionale dei cammini da parte del Ministero dei Beni Culturali, e a quella del Giubileo Straordinario della Misericordia con l’intento di creare un percorso opposto rispetto a quelli ai quali siamo abituati.

E’ infatti un viaggio essenzialmente laico che esce da Roma, la città eterna da sempre meta di pellegrini e turisti e, partendo da fondi valli storici, si dirige verso alcune piccole grandi meraviglie del nostro Paese nascoste tra i boschi dei nostri monti e quindi molto spesso sconosciute.

Il nome scelto per il percorso riprende la concezione spagnola secondo la quale i pellegrinaggi religiosi vengono distinti dai laici “Caminos Natural” sottolineando così come anche chi non è mosso da spiritualità religiosa può può essere un camminatore.

Il Cammino Naturale dei Parchi è stato pensato non solo per esperti escursionisti, ma per tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza benefica per anima e corpo. Crea un rapporto con l’ambiente e con le persone e arricchisce relazioni e socialità di chi cammina, accrescendo le loro conoscenze e il loro rispetto sia per la natura che per gli uomini.

Con il suo itinerario il Cammino Naturale dei Parchi unisce diverse aree protette del suo percorso tra L’Aquila e Roma creando una rete che, passando per diverse regioni, promuove la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e favorisce lo sviluppo del turismo sostenibile

 

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