Questo sito nasce dalle esperienze maturate dal mondo del no-profit impegnato da anni nel promuovere la realizzazione e la frequentazione di cammini e sentieri di lunga percorrenza (a piedi, in bici, a cavallo) che attraversano, da nord a sud, da est a ovest, l’Appennino centrale. La spinta a guardare oltre i confini delle nostre valli e montagne è iniziata negli anni ’90 con la promozione del Sentiero Europeo E1, progettato quasi 50 anni fa dalla European Ramblers’ Association per raggiungere la Sicilia partendo da Capo Nord in Norvegia.

L’esperienza acquisita nella realizzazione e nella promozione dell’E1 da parte di associazioni no-profit quali il Gruppo Escursionisti del Velino (affiliato alla Federazione Italiana Escursionismo), il Gruppo Escursionisti della Provincia di Roma (affiliato a FederTrek Escursionismo e Ambiente), l’OdV valledelsalto.it (affiliata alla FIE), il Gruppo Trekking Lo Scarpone di Sella di Corno (affiliato alla FIE), il Club Alpino Italiano (con le sue sezioni e i suoi gruppi locali), ha portato nel 2017 ad allargare la partecipazione al progetto integrandolo con altri cammini e sentieri di lunga percorrenza.

L’obiettivo è fare in modo che gli itinerari riportati su mappe e guide turistiche siano effettivamente percorribili e percorsi, così come previsto da chi li ha ideati, progettati e realizzati. E ciò si può perseguire attraverso l’annuale Festival Valli e Montagne Appennino centrale giunto nel 2019 alla sua quarta edizione e alla quale partecipano anche istituzioni culturali ed educative. Nasce così sull’Appennino centrale una rete virtuale potenzialmente in grado di collegare e presentare borghi e villaggi più o meno grandi e più o meno popolati, eventi e manifestazioni note o del tutto sconosciute, per ridare a questi luoghi di montagna spesso dimenticati o in via di abbandono, una rinnovata identità che ha forti radici nel passato e una possibile straordinaria prospettiva per il futuro: tornare ad essere popolati e valorizzati non solo dal turismo cosiddetto “sostenibile”.

Sono molti coloro che coraggiosamente vedono un’opportunità di un nuovo ciclo di sviluppo economico e sociale per l’Appennino centrale che sarà reso possibile dalle più avanzate tecnologie per la prevenzione sismica e per l’uso moderno dell’energia solare, a causa anche dalle incombenti minacce dei cambiamenti climatici e dall’esaurirsi dell’uso primitivo o essenzialmente empirico dell’energia solare stessa, oltre che dalle forti crisi sismiche degli ultimi anni, a partire dai terremoto di L’Aquila del 2009 e da quello di Amatrice del 2016.

Per i partecipanti al Festival la sismicità dei propri territori è necessariamente un tema centrale, non eludibile nella vita di tutti i giorni, dal momento che gli abitanti dell’Appennino vorrebbero promuoverli e valorizzarli attraverso l’escursionismo e il turismo, insieme alla loro scoperta, tutela e valorizzazione culturale ed ambientale. Gli scuotimenti sismici, che hanno colpito tutto l’Appennino e hanno fatto sentire i loro effetti dal mare Adriatico al mar Tirreno, hanno sollecitato tutti a fare squadra e sistema, ancor più che nel passato. Mobilitare tutte le poche risorse disponibili per fare di più, meglio e più in fretta.

Il Festival, come aveva unito tre valli nel 2016, può unire altre valli e montagne dell’Appennino caratterizzate dagli stessi problemi della sismicità e dell’abbandono ma anche dalle comuni opportunità di risorse e bellezze naturali. Unire così le piccole comunità dell’Appennino centrale attraverso due importanti reti entrambe disponibili al momento. La rete fisica, presente sul territorio degli itinerari di lunga percorrenza (a piedi, in bici, a cavallo) e la rete digitale, composta dai siti web e dalle pagine social, ma soprattutto dal nostro portale Valli e Montagne dell’Appennino centrale dedicato alla sua storia, al suo presente e al suo futuro