Il tratto appenninico del Sentiero Europeo E1, oggetto dell’inaugurazione e che idealmente ci collega a tutta l’Europa attraversando sette paesi, va dal sud dell’Umbria (Forca Canapine) al sud dell’Abruzzo (Monte Rotondo), per una lunghezza complessiva di circa 300 km.

Attraversa territori ricchi di straordinari patrimoni culturali e naturali. Il suo itinerario è per gran parte immerso nella natura. Può però essere facilmente raggiunto in ogni suo tratto anche percorrendo autostrade (A24 Roma – L’Aquila e A25 Roma – Pescara), strade statali (la via Salaria), strade regionali (la SR 578 Salto Cicolano), strade provinciali (la SP 67 Salto Cicolano) provenendo da Roma, Avezzano, Rieti, L’Aquila.

Si può camminare per lunghi tratti completamnte immersi nella natura ed uscirne rapidamente per tornare al mondo odierno segnato in molti suoi luoghi da un forte spopolamento e dalla dimenticanza di importanti patrimoni culturali.

Dalle rare pitture rupestri delle Grotte di Val de’ Varri e sulle Falesie di Grotti ai siti con resti di mura in opera poligonale di epoca romana – numerosi nella Valle del Salto e spesso nascosti nei boschi o sotto fitte siepi – ai resti di rocche e castelli diruti dal tempo e dai terremoti che ricordano nobili famiglie romane quali Colonna, Barberini, Mareri, Cenci. Dai siti come S. Maria della Vittoria nei Piani Palentini, dove si svolse nel 1268 la storica battaglia tra Carlo D’Angiò e Corradino di Svevia, fino ai piccoli centri, villaggi e borghi che raccontano un mondo cristallizzatosi all’arrivo dei combustibili fossili e ora in attesa di risposte ai molti interrogativi sul loro futuro posti dai terremoti degli ultimi dieci anni – L’Aquila, Amatrice, Norcia – in buona parte al momento senza risposta.

Nel territorio di interesse, lungo e nelle vicinanze dell’itinerario del Sentiero Europeo E1, si possono contare centinaia di villaggi con altrettante chiese e palazzi padronali, decine di piccoli musei locali quali il Museo Archeologico Cicolano, il Museo della Duchessa in Corvaro, il Museo dell’Uomo e della Natura in Magliano dei Marsi, il Museo delle Paludi vicino Celano.

Vanno ricordati altri musei nei centri vicini maggiori come il Museo civico di Rieti e l’Aia dei Musei in Avezzano. Importanti siti archeologici, dalle Terme di Vespasiano e quelle del figlio Tito – anch’egli imperatore – vicino a Cittaducale, fino al sito dell’Antica Alba Fucens e a quello di una delle più grandi opere sotterranee dell’Antichità, i cunicoli di Claudio.

Nascosto tra la vegetazione arborea e boschiva esiste un altro importante patrimonio dimenticato: una fitta rete di sentieri, tratturi, mulattiere e vie rurali che consentiva di andare da un villaggio all’altro, da un luogo di lavoro all’altro, dai pascoli di pianura a quelli di altura. Si stima che solo nella Valle del Salto l’antica rete della mobilità, concretamente “sostenibile”, arrivasse, tra i sentieri di valle e quelli di montagna, ad un totale di 300 – 500 km. Oggi questa rete è per gran parte non percorribile perché ostruita dalla vegetazione, soprattutto nelle valli, dove ha riguadagnato negli ultimi 50 anni i suoi spazi. Ci sono invece valichi di altura scavati nella roccia per millenni dalla frequentazione di uomini ed animali come quelli della Portella sopra Alzano e per l’Aquilente sopra Fiamignano.

In merito al patrimonio naturale, il paesaggio appenninico lungo il Sentiero Europeo E1 appare di nuovo dominato dal verde dei boschi che tendono a nascondere i piccoli centri abitati. Settanta anni fa a dominare era il verde di prati e coltivazioni che circondavano gli abitati, oggi sommersi dal piante sempre più alte. Per lunghi tratti il Sentiero Europeo E1 dell’Appennino centrale si sovrappone agli itinerari delle aree protette della Rete Natura per la conservazione della biodiversità quantificata a livello nazionale in 8.152 entità vegetali delle quali sono speciali scrigni il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga con ben 2.500 entità e la Riserva Naturale Regionale delle Montagne della Duchessa che ne ha 800.

Un territorio, quindi, che per le sue caratteristiche illustrate offre moltissime opportunità ricreative e di interesse all’aria aperta non solo per coloro che mettono al primo posto il “camminare” ma anche per chi è interessato a geologia, speleologia, storia, archeologia, arte, tradizioni, paesaggio e grandi infrastrutture, fino alle grandi trasformazioni del territorio ad opera dell’uomo come per esempio il prosciugamento nell’Ottocento del lago del Fucino, il più grande a suo tempo dell’Italia, l’allagamento delle valli del Salto e del Turano nella prima metà del Novecento con la realizzazione degli omonimi bacini idroelettrici, tra i più grandi del nostro paese.

Delle valli allagate e sommerse restano ancora le testimonianze di paesi ricostruiti a monte e dei loro centri religiosi e culturali come il Monastero Suore Francescane S. Filippa Mareri di Borgo S.Pietro. Alcune di queste storie saranno raccontate durante il periodo dell’inaugurazione dell’E1 in una mostra spettacolo in programma per l’occasione presso Palazzo Maoli in Petrella Salto dal titolo: “UNA NUOVA STAGIONE PER L’APPENNINO CENTRALE – 200 ANNI DOPO I VIAGGIATORI EUROPEI DI INIZIO OTTOCENTO”. Tra questi viaggiatori ricordiamo Edward Lear (1812-1888) poeta, scrittore e pittore di animali e paesaggi i cui itinerari sono raccontati nel volume “Illustrated Excursions in Italy” (Londra, 1846) e potranno essere ripercorsi dagli escursionisti lungo il tratto dell’E1 che da Pendenza raggiunge Staffoli, Petrella Salto e Colle della Sponga. Qui vivevano Felice Martelli (1759 – 1843) persona colta del luogo e conoscitore di siti con resti di mura in opera poligonale del Cicolano e l’archeologo Edward Dodwell (1767- 1832) alla ricerca dei resti di tali mura i cui disegni sono conservati presso il museo Soane di Londra.

Si tratta quindi di tanti piccoli tasselli che messi uno accanto all’altro fanno dell’Appennino centrale un territorio di grande interesse da fruire lungo tutto l’itinerario dell’E1 in più punti. Non è infatti possibile individuare un solo luogo, un unico centro intorno al quale richiamare l’attenzione degli escursionisti e dei turisti che visiteranno la zona in occasione dell’inaugurazione del Sentiero Europeo E1.

Per questo motivo il Festival valli e montagne Appennino centrale 2019 e la Federazione Italiana Escursionismo propongono che l’inaugurazione non debba svolgersi in un unico centro ma che sia “sparpagliata”, ovvero diffusa in più centri di riferimento come Cittaducale, Petrella Salto, Fiamignano, S. Elpidio, Corvaro, Alba Fucens e nei loro dintorni non necessariamente vicini. Quindi altrettanto “sparpagliati” saranno i luoghi di interesse culturale e ambientale, i luoghi dove mangiare e dormire, i luoghi dove si terranno gli eventi inaugurali per scoprire e far scoprire i nostri territori